Considerato che il 40% del calore di una casa viene disperso attraverso le mura, per realizzare un edificio a basso consumo energetico le pareti sono un elemento fondamentale.

La caratteristica sezione muraria multistrato che alterna elementi compatti con elementi pesanti, elementi leggeri e intercapedini d’aria, tipica delle pareti e dei solai delle case in bioedilizia di qualità, garantisce una soluzione ottimale per il risparmio energetico, invernale ed estivo, nonché un ottimo comportamento fonoisolante per godersi al meglio la pace della propria abitazione.  

Le sezioni murarie delle case in legno

Il legno quindi non è soltanto una risorsa rinnovabile ma anche il materiale giusto per costruire le pareti di edifici a basso impatto energetico.

Anche in questo caso però vanno fatte le dovute distinzioni e bisogna prestare attenzione alla tecnologia utilizzata per le sezioni murarie.

I sistemi costruttivi per edifici a struttura di legno sono classificabili in quattro categorie principali:

  • a telaio leggero (timber frame)
  • a pannelli portanti multi-strato (X-lam)
  • a blocchi massicci o tronchi sovrapposti (block-house)
  • a telaio pesante (con travi e pilastri)

Negli ultimi vent’anni in Italia, per le case in legno, si sono affermati in particolare i primi due sistemi costruttivi.

Le costruzioni con travi e pilastri o a blocchi massici e tronchi sono considerate ormai poco efficienti e cadute in disuso.

Il sistema costruttivo a telaio leggero e quello a pannelli portanti multistrato sono invece risultati soluzioni vincenti soprattutto grazie alla flessibilità di applicazione, nonché per le possibilità offerte dal controllo numerico della produzione e della prefabbricazione in stabilimento.

In particolare, nel settore della bioedilizia, si è assistito all’avvento e al rapido affermarsi del sistema X-lam con tavole di abete a strati incrociati incollate fra di loro.

In questo sistema costruttivo, la funzione strutturale portante è autonoma e in parte disgiunta dalle prestazioni energetiche, essendo il pacchetto isolante posto sull’esterno del setto in legno (sistema a cappotto) e alcune volte anche sull’interno.

Quando si adotta invece il sistema a telaio, altrettanto valido, la struttura della casa è realizzata come un vero e proprio telaio di legno giuntato a montanti verticali continui che rappresentano la struttura principale della singola parete. 

In questo caso l’isolamento, oltre a quello a cappotto e nell’intercapedine impiantistica, viene anche ad essere incorporato all’interno della struttura portante, che è costituita da pilastri e travi in legno distanziati, di norma, di circa 60 centimetri. 

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Sezione muraria a telaio Eco Plus 100

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Sezione muraria x-lam Eco Plus Top 160

IL CAPPOTTO TERMICO: COME migliorare l’efficienza energetica di una casa già costruita

La bioedilizia è la risposta al problema del risparmio energetico degli edifici ma come si può intervenire, per ridurre le spese energetiche, sulle pareti di case in muratura e su vecchi edifici? 

Una possibilità è quella di valutare, insieme ad un professionista, un intervento di ristrutturazione delle sezioni murarie con il cappotto termico.

L’Enea, nel Rapporto annuale sugli interventi di efficienza energetica del 2018, ha calcolato che l’isolamento delle pareti con il cappotto termico permette un risparmio energetico fino al 20% annuo della bolletta.

Secondo l’ANIT (Associazione nazionale isolamento termico e acustico) il costo dell’intervento si recupera quindi in 8-9 anni (anche qualche anno in meno nel caso in cui si abbia diritto alla detrazione fiscale del 50% o del 65% della spesa).

Per raggiungere tali livelli di efficienza energetica spesso il cappotto termico non è comunque sufficiente. Ogni edificio rappresenta un caso a sé stante con una serie di variabili da analizzare.

Consigli sul cappotto termico

Sempre quindi meglio affidarsi a professionisti tenendo presente alcuni consigli generici. 

  1. Quali pareti. Negli appartamenti solitamente si sceglie di isolare le pareti dall’interno. I lavori non riguardano mai tutti i lati, ma i due muri ad angolo più esposti al freddo. Nelle villette singole è preferibile procedere all’esterno per non sprecare spazio all’interno. 
  2. Lo spessore. È importante sapere che lo spessore dell’isolamento varia in base alla fascia climatica in cui si trova l’immobile, all’esposizione al sole, all’impianto di riscaldamento, alle condizioni del tetto e del solaio. Nelle zone climatiche più fredde (ad esempio nella pianura Padana), lo spessore è di 10-12 centimetri, mentre nelle zone più miti si scende a 8 o 5 centimetri. Sempre in guardia di fronte a proposte che promettono di proteggere l’abitazione utilizzando pochi millimetri di isolante. Di solito non hanno alcun effetto.
  3. Materiali. Le soluzioni più comuni per il cappotto termico prevedono l’uso di polistirolo espanso o estruso, oppure lane minerali, di vetro o roccia, il poliuretano o la lana di legno mineralizzata. La scelta dipende dal prezzo e dalle indicazioni di un professionista dopo il rilievo termotecnico preliminare. 
  4. Diagnosi. Prima di procedere coni lavori va effettuata una diagnosi generale dell’abitazione per stimare il rapporto costi-benefici dell’intervento.