Negli edifici moderni e ancor più nel caso di costruzioni in bioedilizia, si sente spesso parlare di comfort abitativo, un insieme di condizioni ottimali, capaci di generare benessere psicofisico nelle persone.

Il concetto di benessere è però molto complesso. Ci sono tantissimi aspetti che lo influenzano, alcuni soggettivi e altri oggettivi. I primi sono legati alla singola persona. Parliamo ad esempio di variabili come l’età, le condizioni fisiche, lo stato emotivo ecc…

Esistono poi condizioni oggettive, legate all’ambiente in cui viviamo, che possono contribuire a rendere la nostra permanenza in quel luogo particolarmente piacevole o spiacevole. Il comfort abitativo deriva proprio da questi aspetti ed è quindi caratterizzato da un insieme di fattori legati ad una abitazione, che incidono sul nostro stato emotivo e fisico.

Comfort abitativo a livello TERMICO

Condizioni termiche ottimali sono fondamentali non solo per il benessere della persona ma anche per garantire una maggiore efficienza energetica. Da qui derivano un minor impatto ambientale, consumi ridotti e di conseguenza anche un risparmio economico: tutti elementi che vanno ulteriormente ad incidere sul benessere di chi vive in quella casa.

Per garantire un comfort abitativo ottimale a livello termico è necessario intervenire sulla:

  • temperatura interna dell’aria;
  • temperatura media radiante, ovvero la temperatura media dei pavimenti, pareti e soffitti interni;
  • velocità dell’aria circolante;
  • umidità dell’aria.

Grazie a cappotti termici, materiali isolanti e infissi performanti, le moderne abitazioni sono progettate per assicurare una temperatura interna costante. Tutto è studiato per evitare sbalzi e ponti termici, in modo da proteggere la casa dal caldo o dal freddo esterno.

Impianti di ventilazione controllata, invece, assicurano un continuo ricircolo dell’aria. Immettendo aria pulita all’interno ed espellendo l’aria impura all’esterno, permettono di mantenere livelli di umidità ottimali. L’ambiente risulta così salubre, a vantaggio del comfort abitativo e della salute della persona.

 Comfort abitativo a livello ACUSTICO

Per comfort acustico si definisce una condizione in cui non siano presenti suoni o rumori che possano infastidire un soggetto.
Nelle case i rumori possono provenire da fonti esterne (ad esempio il traffico o le voci dei vicini) oppure interne (come i rumori generati dagli impianti di riscaldamento o condizionatori).

La trasmissione del suono, invece, può avvenire per via aerea o per via strutturale, attraverso ad esempio le pareti. Ecco perché la scelta di materiali fonoisolanti diventa fondamentale per contribuire al massimo comfort abitativo. Lo scopo è eliminare i rumori fastidiosi e mantenere una pressione sonora costante in tutto l’ambiente.

Comfort abitativo a livello LUMINOSO

Esiste un Decreto Ministeriale, risalente al 1975, che impone la presenza di una fonte di luce diretta e naturale in ogni stanza dell’abitazione, fatta eccezione per servizi igienici, ripostigli, corridoi e vani scala. La stessa normativa impone l’uso di finestre di grandezza proporzionale alla superficie del singolo locale.
L’importanza di un ambiente luminoso è quindi un fattore riconosciuto da tempo.

Per avere il massimo comfort abitativo bisogna quindi garantire condizioni di luce ottimali in ogni momento della giornata. Di giorno sfruttando la luce naturale, la migliore per il benessere psicofisico delle persone. Di notte o in presenza di scarsa luce, tramite l’illuminazione artificiale che dovrà quindi essere omogenea e ben distribuita, in modo da non affaticare la vista o arrecare fastidi.