Quando si parla di case in legno e incendi c’è ancora la convinzione che la resistenza al fuoco delle case in bioedilizia sia pessima. Si pensa infatti che le fiamme possano danneggiarne irreversibilmente la struttura, rendendone impossibile il recupero.
Sbagliato!
In realtà, proprio per le proprietà intrinseche del legno, questo tipo di abitazioni ha mostrato una resistenza al fuoco decisamente superiore rispetto a quella delle costruzioni in latero-cemento.

Il rischio incendi nella case in legno

Prima di capire il perché, soffermiamoci sulle principali cause di incendio di un’abitazione. Di solito le fiamme sono scatenate da un cortocircuito dell’impianto elettrico, da un mozzicone di sigaretta lasciato acceso o da pentole dimenticate sul piano cottura.
Possono esserci anche fattori esterni, come focolai partiti da abitazioni vicine oppure all’interno di una zona boschiva in cui si trova anche la propria abitazione.

Sono poi elementi di arredo come tendaggi, divani e stoffe di rivestimento di sedie e mobili che contribuiscono a propagare in tempi rapidi l’incendio all’interno della casa.

Non esiste però una correlazione particolare tra case in legno e incendi. Le cause di un principio di combustione sono le stesse, sia che si tratti di una struttura in latero-cemento, sia lignea.

Case in legno e incendi: le proprietà del legno

Il legno è un ottimo combustibile, è vero, ma brucia in tempi decisamente limitati e modifica la propria struttura molto lentamente.
Intanto perché al suo interno contiene acqua, che contribuisce a limitare il diffondersi della fiamme. La velocità di carbonizzazione del legno è infatti di circa 0,7 mm al minuto. Significa che l’evolversi dell’incendio è abbastanza controllabile e si ha il tempo per intervenire tempestivamente.

Inoltre il legno è anche un pessimo conduttore di calore quindi, se all’interno dell’abitazione è in atto un incendio, la temperatura esterna rimane sotto controllo, agevolando i soccorsi.

Non solo. Quando la temperatura raggiunge i 240 gradi inizia il processo di carbonizzazione del legno durante il quale la parte superiore si trasforma in carbone. Questo strato superficiale si comporta da isolante, rallentando ulteriormente il passaggio del fuoco verso l’interno.
Le case in legno, quindi, non collassano improvvisamente ma bruciano in maniera lenta e costante, a differenza di quanto avviene con i materiali impiegati nella costruzione delle case di tradizionali dove la combustione aumenta in maniera esponenziale con il progredire delle fiamme.

Case in legno e incendi VS case in latero-cemento e incendi

Ben diversa è infatti la risposta al fuoco dell’acciaio, materiale impiegato, insieme al cemento armato, nella costruzione di case in latero-cemento.
Ad una temperatura di circa 800 gradi, le caratteristiche meccaniche e le capacità portanti dell’acciaio si riducono anche dell’80 o 90% rispetto a quelle in condizioni normali.
L’acciaio è inoltre un ottimo conduttore termico quindi in pochi minuti raggiunge temperature altissime che portano all’improvviso cedimento della struttura.

Invece, per le case in legno il rischio di collasso è decisamente ridotto. Merito anche della loro struttura a “sandwich” formata da un telaio portante interno, sovrastato da vari strati di materiali ignifughi, tra cui cartongesso e cappotto isolante.

In caso di incendio parziale, una casa in legno può essere facilmente recuperata. Grazie alla lenta propagazione delle fiamme nel legno, la sua struttura portante rimane integra e perfettamente funzionante. Di solito la sostituzione dei rivestimenti esterni e delle parti danneggiate permette quindi un totale ripristino dell’abitazione.

Quindi, sfatiamo un luogo comune legato alla correlazione tra case in legno e incendi. In presenza di fuoco, una casa in legno di qualità, realizzata con alti standard qualitativi e progettuali, è più sicura di una struttura in latero-cemento.